SERSALE  

Sersale,con i suoi 5.000 abitanti circa, è il più grosso centro della Comunità Montana della Presila Catanzarese, dista circa 40 Km dal capoluogo Catanzaro ed è posto ad un’altitudine media di circa 800 m. s.l.m..

Collocato in posizione incantevole e soleggiata, lungo il versante del Monte Angaro, che guarda a mezzogiorno, Sersale domina il Golfo di Squillace, da Punta Stilo a Capo Colonna.

A metà strada tra il mare Ionio, da cui dista in linea d’aria meno di 10 Km, ed il massiccio silano, Sersale rappresenta la porta naturale per la Sila Piccola, con il Villaggio Buturo (m. 1.550 s.l.m.) a soli 15 Km di distanza.

La nascita di Sersale, anticamente chiamato Casalnuovo, risale al 3 agosto del 1620, che è la data di stipula, davanti al Notaio Gatto di Maranise, di un contratto di enfiteusi tra il barone D. Francesco Sersale, appartenente ad un’antica e nobile famiglia napoletana, i Sersale di Sorrento, ed un gruppo di coloni provenienti da Serrastretta (Cz).

Il nuovo borgo prende appunto il nome dalla famiglia che possedeva i “tenimenti” Angaroe Morino, terre largamente coperte da boschi, ma scarsamente coltivate.

In tempi più remoti, nel territorio è provata la presenza di numerosi monasteri brasiliani e di un monastero florense, come pure di insediamenti di origine greco-romana.

Successivamente giunsero nel nuovo casale numerose altre famiglie, stavolta in prevalenza provenienti oltre che da Serrastretta (Cz) anche da Scigliano (Cs), tanto che dopo appena 25 anni di vita, Sersale contava già più di mille abitanti.

Nel periodo feudale fu governato, in successione, dai baroni: Sersale ( Francesco Sersale fu uno dei suoi fondatori) fino al 1666, Pisanelli fino al 1669, Perrone fino al 1781, Le Piane fino al 1791 e De Dominicis fino al 1806.

Già nel 1634 era stata costruita la Chiesa di Santa Maria del Carmine; successivamente, nel 1680, vennero aperte al culto le altre due chiese di Sant’Anna e dell’Immacolata: la prima venne elevata a parrocchia nel 1790; la seconda (dotata anche di notevoli opere d’arte) fu sede di Arciconfraternita e aggregata alla famosa Arciconfraternita del Gonfalone di Roma.

Dopo il 1860 padre Clemente Falbo, fedelissimo di Francesco II, organizzò la “resistenza” antipiemontese nella Presila, insieme a Luigi Muraca di Cerva.

Durante il fascismo Sersale fu centro delle attività boschive dell’Altipiano Silano gestite dalla SO.FO.ME.; nel secondo dopoguerra fu attiva sede del movimento contadino per l’occupazione delle terre.

Figura nobile di donna sersalese è stata Carmela Borelli, la “Madre Eroica”, morta seminuda sotto la neve nel febbraio del 1929 per coprire e salvare due suoi bambini.

Nel 1913, per iniziativa del parroco Don Felice De Fazio, nasce la prima centrale idroelettrica sul fiume Crocchio, tanto che Sersale fu tra i primi centri abitati, addirittura prima di Catanzaro, a disporre di energia elettrica.Il primo gennaio del 1916, Sersale è tra i primi paesi della Calabria ad avere l’energia elettrica per la pubblica illuminazione con 137 fanali e per le case .Una seconda centrale fu poi realizzata nel 1924.

Sersale può annoverare anche nel mondo della cinematografia alcuni primati che  lo collocano ai primi posti dei paesi che per primi hanno avuto il cinema.

Risale, infatti, al 1911 il primo cinematografo di Sersale realizzato dall’Arciprete  Don Felice De Fazio, lo stesso che insieme al fratello notaio Carmine De Fazio, costruì la prima centrale idroelettrica di Sersale. Questo primo cinema si chiamava “Vita Nuova”.

Verso la metà degli anni venti, su iniziativa di Alberto De Luca, Giuseppe Mazza, Salvatore Scarpino, Carmine Spadafora, nacque un secondo cinema che si chiamava “Cinema Varietà Savoia”.

Sersale conosce un rapido sviluppo grazie alla felice posizione geografica, alla fertilità della terra, alla ricchezza della vegetazione, alla salubrità del clima ed alla operosità della sua gente, che in poco tempo mette in coltura intere contrade e sviluppa un fiorente artigianato. Grande sviluppo conobbero, in particolare, l’industria del filugello(arte di coltivare il baco da seta) e della manna, estratta dal frassino (pianta ancora diffusissima in questa zona).

Tra i tanti personaggi illustri di Sersale, si ricorda la nobile figura di un medico ed insigne scienziato, il Dottor D. Antonio Casolini, autore di importanti studi sulle febbri intermittenti, che si distinse per l’opera svolta a favore delle popolazioni colpite, nel 1785, dal morbo del vaiolo. Per tale opera il governo dell’epoca gli conferì la nomina di Accademico della Reale Accademia di Napoli.

Altra figura degna di rilievo è quella dell’Arciprete D. Francesco Tallarigo che nel 1807, anno nel quale Sersale diventa comune autonomo, con coraggio e determinazione, fronteggiò, forte soltanto dei paramenti religiosi e della fede condivisa dai cittadini nella Madonna del Carmine, Vergine protettrice del paese, le soldatesche francesi inviate a distruggere l’abitato per vendetta dell’onta subita qualche giorno prima da un plotone di soldati francesi, sbaragliati da una formazione reazionaria fedele ai Borbone, comandata dal sersalese Mercurio.

Illustri medici di Sersale furono D. Bruno Spadafora e Raffaele Gentile. Il primo è ricordato per l’opera svolta nel circondario di Nicastro in occasione del colera del 1854, per la quale ricevette distinte decorazioni dal governo borbonico; mentre il secondo ebbe il grande merito di fondare l’Ospedale Catizonein Taverna.

Nei primi del ‘900  ebbe grande fama in Italia ed all’estero Antonio Lia, insigne giurista che pubblicò importanti opere, tra le quali “La forza idraulica, gli impianti idroelettrici e l’imposta fabbricati”, Tivoli 1911, oggetto di recenti ristampe e custodito presso la Fondazione Luigi Einaudi, e “L’imposta mobiliare e la riforma dei tributi diretti in Italia”, Torino, Roux e Viarengo, 1906) che ebbero l’apprezzamento di personaggi del calibro di Sonnino, Nitti, Giustino Fortunato e Bodio, del francese Pedrieux e del belga Visconte Oliviero De Spollberch. Illustre sersalese fu anche Antonio Casolini, deputato giolittiano, dal 1909 al 1919, del Collegio di Catanzaro.

Sersale celebra, tra le ricorrenze più sentite, la memoria di una nobile figura di donna, divenuta esempio sublime di amore materno e che ancora oggi rappresenta un esempio insuperabile di dedizione estrema: Carmela Borelli. Nella piazza che porta il suo nome, un monumento, costituito da una colonna mozza, ricorda il sacrificio di questa contadina che il 21 febbraio del 1929, investita da una bufera di neve mentre tornava dalla campagna, per salvare i figli in tenera età che portava con sé, non esitò a coprirli con i propri vestiti morendo, così, assiderata, ma assicurando loro la vita.

Il tessuto economico e sociale presenta caratteristiche di spiccata ruralità. L’agricoltura, sia pure di tipo marginale, consente di ottenere produzioni di altissima qualità, tanto da avere spinto l’amministrazione comunale ad istituire il marchio De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine) finalizzato alla tutela, conservazione e promozione delle produzioni tipiche locali. Il Consiglio Comunale con la Deliberazione n. 7 del 22.02.2013 ha, infatti, approvato il Regolamento per la tutela e la valorizzazione dei prodotti tipici, delle tradizioni e per l’istituzione della DE.CO e successivamente la Commissione De.C.O. ha già attribuito il marchio di origine ad alcune produzioni tipiche locali, quali la “pittanchiusa”, tipico dolce natalizio, l’olio extravergine d’oliva, il vino rosso, il vino bianco, il miele e la cstagna, approvando i relativi disciplinari.

La presenza di un elevato indice di boscosità e la netta vocazione forestale di larga parte del territorio consentono lo sviluppo di numerose attività silvo-pastorali. L’artigianato locale, tuttora fiorente, ha origini antichissime. Le produzioni tradizionali sono legate alla lavorazione della pietra del legno, dei filati e del ferro: ancora oggi è possibile ammirare straordinari manufatti in pietra, artistici oggetti in legno e ferro, splendidi scialli e ricami a mano. Molto ampia, inoltre, è la gamma degli utensili usati in agricoltura e nelle famiglie contadine: cesti, panieri, varrili, ecc..